Pranayama – La Scienza della respirazione

Esistono parecchi tipi diversi di Pranayama, anche se non tutti danno gli stessi risultati.

 

IL VUOTO ILLUMINATORE

Arrivare all’Illuminazione interiore o al Vuoto illuminatore è sempre stata la meta dei grandi Filosofi e Mistici che poi si sono trasformati in Guide per  l’Umanità, da Gautama Buddha Shakyamuni a Platone, da Krishna a Pitagora.

“Il Vuoto è molto difficile da spiegare, perché è indefinibile e indescrivibile. Il Vuoto non si può descrivere o esprimere in parole umane, ciò è dovuto al fatto che i diversi idiomi che esistono sulla terra possono solo designare cose e sentimenti esistenti; non è esagerato affermare che i linguaggi umani non sono adeguati per esprimere le cose e i sentimenti che non esistono, e tuttavia tremendamente reali”.

“Tentare di definire il Vuoto Illuminatore nei limiti terreni di una lingua limitata alle forme dell’esistenza è, fuori da ogni dubbio, sciocco ed equivoco”.

“È a causa del Vuoto che le cose esistono e, per questo stesso motivo, deve esistere il Vuoto”.

“Il Vuoto è un termine chiaro e preciso che esprime la naturalezza non sostanziale e non personale degli esseri, è un’indicazione, un segnale dello stato di assoluta assenza dell’Io pluralizzato (i difetti psicologici)”.

“Solo in assoluta assenza dell’Io possiamo esprimere il Reale, quello che non è del tempo, quello che trasforma radicalmente. Il Vuoto e l’esistenza, si complementano tra di loro, si abbracciano, s’includono, mai si escludono, mai si negano”.

Ciò che si chiama “Il Vuoto Illuminatore non è il nulla, il Vuoto è la vita libera nel suo movimento, il Vuoto è quello che è, quello che è sempre stato e quello che sempre sarà, il Vuoto è molto più in là del tempo e molto più in là dell’eternità”.

Il Vuoto Illuminatore è il TAO.

 

Questa è la posizione orientale per fare il Pranayama, posizione con le gambe a “fiore di loto”.

 

IL PRANAYAMA TIBETANO

Però è possibile arrivare all’esperienza del Vuoto Illuminatore. Esiste un sistema, pratico e semplice, che tutti possono praticare, il Pranayama.

Seduti comodamente (su una sedia o un divano), collocate la palma della mano sinistra aperta verso l’alto, e il dorso della mano destra sopra la palma della mano sinistra. Ad occhi chiusi, rilassate il corpo, il più possibile, e dopo inalate profondamente, molto piano.

Nell’inalare, immaginate che l’Energia Creatrice entri per i canali spermatici (Ida e Pingala) fino al cervello e pronunciate il mantram HAM, così: “HAAAAAAAAAAMMMMMMM”. Esalate, in modo corto e rapido, nel momento che pronunciate il mantram SAH: “SAAHH”…

Quando si inspira si devono contrarre i muscoli sessuali e gli sfinteri, verso dentro e verso l’alto, immaginando che gli atomi solari e lunari che partono dai testicoli (nell’uomo) e dalle ovaie (nella donna) salgano lungo i Nadi o canali ganglionari Ida e Pingala, sino al cervello. In questo modo trasmutiamo l’Energia sessuale.

Quando si espira si devono rilassare i muscoli sessuali e gli sfinteri, completamente.

La teoria sembra complessa ma la pratica è molto semplice.

Indubbiamente, s’inala per le narici e si esala per la bocca. Nell’inalare, si dovrà mantralizzare la sillaba sacra HAM (mentalmente, poiché si sta inalando dalle narici); ma all’esalare, si potrà articolare la sillaba SAH in forma sonora.

L’inalazione si fa lenta; l’esalazione, corta e veloce. I motivi di tutto ciò? l’Energia Creatrice fluisce, in ogni persona, da dentro verso fuori, cioè, in maniera CENTRIFUGA; ma noi dobbiamo invertire quest’ordine con il fine di giungere ad un livello spirituale superiore. Deve, la nostra Energia, fluire in forma CENTRIPETA (intendo dire, da fuori verso dentro).

Indubbiamente, se inaliamo adagio e lentamente, l’Energia Creatrice fluirà in forma centripeta, da fuori verso dentro. Se esaliamo corto e veloce, allora quest’Energia si farà ogni volta più centripeta.

Durante la pratica, non si deve pensare assolutamente a nulla; gli occhi devono restare chiusi profondamente, vibrerà nella nostra mente solo l’HAM-SAH e niente più.

Man mano che si pratica, l’inalazione si va facendo più profonda e l’esalazione molto corta e rapida.

I grandi Maestri della meditazione, arrivano a cambiare la respirazione, in pura inalazione; allora quella può rimanere in sospeso. Questo è impossibile, per gli scienziati, però è reale per i mistici! E in tale stato, il Maestro partecipa al NIRVI-KALPA-SAMADHI, o al MAHA-SAMADHI; avviene l’irruzione del Vuoto Illuminatore, si precipita in questo Grande Vuoto, dove nessuno vive e dove solamente si ascolta la parola del Padre che sta in segreto.

Con questa pratica si consegue l’irruzione del Vuoto Illuminatore, a condizione di NON PENSARE assolutamente a niente: non ammettere nella mente nessun pensiero, nessun desiderio, nessun ricordo. La mente deve rimanere completamente quieta, dentro, fuori e nel centro; qualunque pensiero, per insignificante che sia, è ostacolo per il Samadhi, per l’Estasi.

LA VERITÀ NON PUÒ ESSERE DESCRITTA, non può essere spiegata; ognuno deve sperimentarla da se stesso. Nel Vuoto Illuminatore sperimentiamo la Verità; questo è un Elemento che ci trasforma radicalmente.

Questa è la posizione occidentale per fare il Pranayama, seduto come i Faraoni egizi.

 

BENEFICI DEL PRANAYAMA

Esistono circa una quindicina di tipi diversi di Pranayama. Dopo averli sperimentati per molti anni possiamo dire che solo due tipi di Pranayama danno risultati psico-fisici misurabili: il Pranayama Tibetano e quello Egizio.

In questo articolo parleremo solo di quello Tibetano (per quello Egizio rimandiamo il lettore ad un’altro articolo).

Bisogna precisare che molti tipi di Pranayama danno qualche rilassamento fisico, ma siamo ben lontani dal riattivare parti della nostra psiche, che in noi si trovano atrofizzate.

Anche la psicologia moderna sostiene che noi utilizziamo solo il 5-10% delle nostre aree cerebrali, la restante parte si trova atrofizzata, poichè non la utilizziamo.

Uno degli errori più comuni in molte scuole yoga e di meditazione è credere che con il Pranayama l’energia venga solo dall’aria che respiriamo. In realtà l’Energia che si deve utilizzare è l’Energia creatrice, l’Energia sessuale, che durante la pratica deve essere trasmutata (verso dentro e verso l’alto) in “pneuma” e fatta circolare in tutto il corpo sino al cerevello. In questo modo andremo a riattivare zone cerebrali atrofizzate, che solitamente non utilizziamo.

I benefici del Pranayama Tibetano sono:
  • Trasmutazione psico-libidica;
  • Migliora la circolazione sanguigna;
  • Grande rilassamento psico-fisico;
  • Maggiore concentrazione e lucidità mentale;
  • Stabilità psichica;
  • Riattivazione delle aree cerebrali che non utilizziamo;
  • Rimozione dei blocchi pranici;
  • Espansione della Coscienza;
  • Stato di ebbrezza;
  • Armonizza le sette energie dell’uomo;
  • Sperimentare il vuoto illuminatore.

Il Pranayama si può praticare nella posizione orientale (a fiore di loto) oppure nella più comoda posizione occidentale, seduti come i Faraoni egizi, oppure anche in piedi. Lo si può praticare in casa o all’aperto.

Consigliamo di praticare questo esercizio almeno 15 minuti al giorno.

 

I canali Ida e Pingala erano rappresentati anche nella cultura Greco-Romana con il caduceo di Mercurio, poichè simbolo dell’antica medicina naturale o Elementoterapia.

 

Estratto da:
  • “I Misteri del fuoco” di Samael Aun Weor;
  • “La collana del Buddha” di Samael Aun Weor;
  • “La rivoluzione della dialettica” di Samael Aun Weor;
  • “Yoga-sutra” di Patanjali.

Per approfondire il Pranayama vai alla pagina: LIBRI

 

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